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Full text of "Ill barbiere di Siviglia; operetta in tre atti, ridotta e compendiata ad uso privato del Collegio S. Francesco in Lodi, per il carnevale 1894."

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a  ROSSINI 


O      E  R  E  T  T  A. 


RIDOTTA  E  COMPEIVDIATA 

PBL 

COI.LCGIO  S.  FRANCESCO  IN  LODI 


yVLuSICA  DEL  yVl.®  p.  JlOSSINI 

OPERETTA 

IH  ATTI 

RIDOTTA   E   COMPENDIATA    AD   USO  PRIVATO 
DEL 

COLLEGIO  S.  FRANCESCO  IN  LODI 

per  il  Carnevale  1894 


LODI 
Tip.  Quirico  e  Camagni 
1894. 


presente  operetta  venne  pubblicata  per  gra:(iosa 
concessione  dei  Sigg>  G!.  RIOOFIOI  e  0« 
proprietarii  del  Melodramma. 


INDICE 


ATTO 

1.  Introduzione  -  Coro  -  Piano ^  pianissimo  Pag.  7 

2.  Cavatina  -  Ecco  ridente  in  cielo  -  Tenore  »  ivi 

3.  Seguito  e  stretta  dell'Introduzione  -  Ehi! 

Fiorello  »  8 

4.  Cavatina  -  Largo  al  factotum  della  città  - 

(Baritono)   »  9 

5.  Recitativo  e  Duetto  -  All'idea  di  quel  me- 

tallo -  (Tenore  e  Baritono)  »  11 


ATTO  II/ 

6.  Cavatina  -  Una  voce  poco  fa  -  (Soprano)  Pag.  14 

7.  Recitativo  e  Aria  -  La  calunnia  è  un  ven- 


ticello  -  (Basso)  »  15 

8.  Recitativo  e  Duetto  -  Oggi,  è  ver  -  (So- 

prano e  Baritono)  »  17 

9,  Quintetto  nel  Finale  (Buffo,  Tenore,  Soprano, 

Basso,  Baritono)  *   •   »  18 

10.  Sortita  di  Figaro  nel  Finale  (Baritono)  •   »  23 

11.  Largo  nel  Finale   25 

12.  Seguito  e  stretta  del  Finale  26 


ATTO  III.^ 

13.  Recitativo  e  Duettino  -  Pace  e  gioia  -  (Te- 

nore e  Buffo)   Pag.  27 

14.  Recitativo  -  Insomma ,  mio  Signore  - 

(Buffo)  »  28 

15.  Aria  -  lo  sognai  -  (Soprano)  »  ivi 

16.  Recitativo  ed  Arietta  -  Quando  mi  sei  vi^ 

cino  -  (Buffo)  »  29 

17.  Quintetto  -  Don  Basilio!  cosa   veggo/  - 

(Soprano,  Tenore,  Baritono,  Buffo,  Basso)  »  30 

18.  Recitativo  -  Avanti^  tutto  è  pronto.   .  .  »  34 

19.  Finale  -  Li  si  felice  evento.  .  •   ...  »  35 


PERSONAGGI 

LINDORO,  Conte  di  Almaviva,  cugino  di 

Bertino   Tenore 

BARTOLO,  Dottore  in  medicina,  tutore  di  Buffo 

BERTINO,  ricco  pupillo   Soprano 

FIGARO,  barbiere   Baritono 

BASILIO,  maestro  di  musica  di  Bertino  .  Basso 

FIORELLO,  servitore  di  Lindoro  ....  Tenore 

Un  Ufficiale   Basso 

Un  Notajo,  che  non  canta. 

CORO 

Suonatori  di  strumenti  -  Birri  -  Soldati. 
La  scena  è  in  Siviglia. 


ARGOMENTO 


Trovavasi  in  viaggio  già  da  molto  tempo  L indoro, 
Conte  d'Almaviva,  giovane  sui  trentanni,  di  famiglia 
assai  nobile  e  potente;  quando  venne  a  morte  una 
sua  zia  ricchissima,  madre  del  giovinetto  Bertino. 
Il  Conte  d'Almaviva  era  stato  designato  dalla  morente 
tutore  dell'orfano  suo  cugino.  Ma  il  vecchio  avaro 
Bartolo,  lontano  parente  di  Bertino,  spinto  dall'a- 
more del  denaro,  si  appropriò  la  tutela  del  giovi- 
netto. Già  da  tre  mesi  vivea  questi  una  vita  piena 
di  privazioni  e  di  sacrifizi,  quando  il  Conte  tornato 
nella  Spagna  e  recatosi  a  Siviglia,  d'accordo  con  Fi- 
garo, barbiere  e  factotum  nella  città,  dopo  aver  fatte 
alcune  burle  al  vecchio  baggeo  Bartolo,  rivendica  a 
se  la  tutela  del  cugino,  facendola  legalizzare  per  mezzo 
di  un  Notajo.  Cosi  Bertino  dalla  casa,  o,  a  meglio  dire, 
dalla  prigione  di  Bartolo,  passa  a  godere  nella  ricca 
abitazione  del  Conte  Lindoro  una  vita  lieta  e  contenta. 


ATTO  FHIIi© 


La  scena  rappresenta  ana  piazza  di  Siviglia.  A  sinistra  la  tasa 
di  Bartolo.  —  È  vicina  l' aurora.  Fiorello,  con  lanterna  in 
mano,  introdace  varii  suonatori  sulla  scena.  Indi  il  Conte 
d'Almaviva,  avvolto  in  un  mantello. 

SGENA  PRIMA 
Conte,  Fiorello  e  Coro 

Fior.       Piano,  pianissimo,  —  senza  parlar 

Tutti  con  me  —  venite  qua. 
Coro       Piano,  pianissimo,  —  eccoci  qua. 
Fior.       Tutto  è  silenzio;  —  nessun  qui  sta, 

Che  i  nostri  canti  —  possa  turbar. 

CONTE       Fiorello  !  Olà...  rentrando  sulla  scena) 

Fior.        Signor,  son  qua. 

Conte      Ebben!...  gli  amici!... 

Fior.       Son  pronti  già. 

Conte      Bravi,  bravissimi,  —  fate  silenzio. 

Piano,  pianissimo,  —  senza  parlar. 
Coro       Piano,  pianissimo,  —  senza  parlar. 

(I  suonatori  accordano  gli  strumenti;  il  Conte  canta  accompagnato 
da  essi) 

Conte      Ecco  ridente  in  Cielo 

Sorge  la  bella  aurora; 
Per  te  non  sorge  ancora, 
E  dei  patir  cosi  !... 
SoflFri,  sospiri  e  gemi. 
Lo  so,  cugino  mio... 
11  tuo  destino  rio 
Fu  strai  che  mi  feri. 


8 


Ma  spero,  sì  spero 

Vìcino'l'  istante, 

Che  il  perfido'infrante 

Sue  trame  vedrà. 
Oh!  istante  di  gioja! 

Felice  momento! 

Si:  presto  contento 

Bertino  sarà. 

Srf  lieto  sarà... 

Sì;  lieto  sarà. 
Oh!  dolce  contento, 

Ch'eguale  non  ha. 
Ehi!  Fiorello!... 
Fior.  Mio  Signore... 

Conte        Di',  lo  vedi?... 
Fior.  Signor  no. 

Conte        Ah!  fla  vana  ogni  baldanza. 
Fior.         Signor  Conte,  alcun  s'avanza... 
Conte        Ah!  s'ei  fosse!  Che  farò?... 

Presto  andiamo...  Buona  gente... 
Coro         Mio  Signor... 
Conte  Avanti,  avanti. 

(//  Conte  dà  la  borsa  a  Fiorello,  il  quale  distribuisce  denaro) 

jPiù  di  suoni,  più  di  canti 
lo  bisogno  ormai  non  ho. 
PlOR.  Buona  notte  a  tutti  quanti... 

Più  di  voi  che  far  non  so. 

(I  suonatori  circondano  il  Conte  e  gli  fanno  inchini,  eco») 

Coro  Mille  grazie,  mio  Signore, 

Del  favore,  dell'onore... 
Ah!  di  tanta  cortesia.** 
Obbligati  in  verità. 


(Oh  òhe  incontrò  fortunato! 

È  un  Signor  di  qualità). 
Conte        Basta...  basta...  non  parlate... 

Ma  non  serve...  non  gridate: 

Malcreati,  andate  via; 

Ah!  birboni,  via  di  qua. 

Tutto  quanto  il  vicinato 

Questo  chiasso  sveglierà. 
Fior.  Zitti,  zitti!  Che  rumore! 

Malcreati,  via  di  qua. 

Ve'  che  chiasso  indiavolato  ! 

Malcreati,  andate  via,- 

Ah!  birboni,  via  di  qua. 
Fio.  (di  dentro)  La,  la,  la,  la,  la,  la,  la,  la,  la,  la. 
Conte   Chi  è  mai  quest'importuno? 

Lasciamolo  passar:  sotto  quegli  archi 

Non  veduto  vedrò  quanto  desio. 

Oh  Cieli  deh!  salva  a  me  Bertino  mio! 

(//  Conte  con  Fiorello  si  nasconde  sotto  il  portico) 


SGENA  SECONDA 
figaro  (con  chitarra  appesa  al  eolio),  poi  il  CoutC 

PlG.  (di  dentro)  La  la  la  lora  —  la  la  le  rà..* 
Largo  al  factotum  —  della  città. 
Presto  a  bottega  —  che  l'alba  è  già» 
La  ran  la  lera  —  la  ran  la  là. 
Ah!  che  bel  vivere  —  che  bel  piacere 
Per  un  barbiere  —  di  qualità! 
Ah!  bravo  Figaro!  —  Bravo,  bravissimo! 
Fortunatissimo  —  per  verità. 
La  ran  la  lera  —  la  ran  le  rà. 


IO 

Pronto  a  far  tutto  —  la  notte  e  il  giorno, 

Sempre  d'intorno  —  in  giro  sta. 

Miglior  cuccagna  —  per  un  barbiere, 

Vita  più  nobile  —  no,  non  si  dà. 

La  ran  la  lera  —  la  ran  la  là. 

Rasori  e  pettini  —  lancette  e  forbici. 

Al  mio  comando  —  tutto  qui  sta. 

V'è  la  risorsa  —  poi  del  mestiere 

Col  zerbinotto  —  col  cavaliere. 

La  ran  la  lera  —  la  ran  la  là. 

Ahi  che  bel  vivere  —  ah!  che  piacere 

Per  un  barbiere  —  di  qualità! 

Tutti  mi  chiedono  —  tutti  mi  vogliono, 

Ricchi,  pitocchi  —  vecchi,  fanciulli... 

Qui  la  parrucca  —  presto  la  barba. 

Qui  la  sanguigna...  —  presto  il  biglietto 

Tutti  mi  chiedono  —  Tutti  mi  vogliono... 

Figaro,  Figaro...  —  Ahimè!  Che  furia! 

Figaro,  Figaro...  —  Ahimè!  Che  folla! 

Uno  alla  volta  —  per  carità! 

Figaro  qua  —  Figaro  là. 

Figaro  su  —  Figaro  giù. 

Pronto,  prontissimo  —  son  come  il  fulmine, 

Sono  il  factotum  —  della  città* 

Ah!  bravo  Figaro!  —  Bravo,  bravissimo! 

A  te  fortuna  —  non  mancherà. 

La  ran  la  lera  —  la  ran  la  là.*. 

Sono  il  factotum  —  della  città. 

(Uscendo  il  Conte  dal  portico ,  Figaro  dice:) 

Qual  sorpresa!  Oh!  chi  veggo?  Eccellenza! 
dONtE  Forse  giungi  opportuno  a'  miei  disegni... 
Fia.      Da  me  che  brama? 
CONTE  Or  te  lo  spiego.  Io  sono 


Fio. 

Conte 

Fia. 


Conte 


FIG. 
CONTE 

Fia. 

CONTE 
FIG. 

Conte 

FIG. 

Conte 
Fia. 


Cugino  del  fanciullo,  eh' è  là  dentro. 

Figli  Siam  di  carissime  sorelle... 

Morì  sua  madre  e  a  me,  lontano  allora, 

La  tutela  affidava. 

Ma  Bartolo,  benché  lontan  parente. 

Tutor  di  lui  si  fece 

Per  rubar  l'oro.  Orsù,  m'ajuta;  avrai 

Danaro  quanto  vuoi... 

Davver? 

Parola. 

Animo,  via... 

Son  pronto.  Ah!  si,  quest'oggi 
Chiamo  il  Notare  e  fia  tutor  Lindoro; 
Nulla  mai  nego  a  chi  mi  dà  dell'oro. 
All'idea  di  quel  metallo 
Portentoso,  onnipossente 
Già  comincia  la  mia  mente 
Un  vulcano  a  diventar. 
Su;  vediam  di  quel  metallo 
Qualche  effetto  sorprendente, 
Del  vulcan  della  tua  mente 
Qualche  mostro  singoiar. 
Voi  dovete  travestirvi. 
Per  esempio,  da  soldato... 
Da  soldato? 

Si,  Signore. 
Da  soldato?  E  che  si  fa? 
Oggi  arriva  un  reggimento. 
Si:  m'è  amico  il  Colonnello. 
Va  benon... 

Ma  e  poi? 

Cospetto!... 
Dell'alloggio  col  biglietto 
Quella  porta  s'aprirà. 


12 

Conte 
Fia. 


Conte 
Fio. 

Conte 

FIG. 


Conte 

e 

Fio. 

Conte 

Fia. 

Conte 

FIG. 

Conte 


Fio. 


Che  ne  dite,  mio  Signore? 

Che  vi  par?  Non  l'ho  trovata? 

Che  invenzione  prelibata! 

Bella  burla  in  verità! 

Che  invenzione  prelibata! 

Bella  burla  in  verità! 

Piano...  piano...  un'altra  idea; 

Veda,  l'pro  cosa  fa... 

Ubbriaco^  si  ubbriaco, 

Mio  Signor,  si  fingerà. 

Ubbriaco? 

Si,  Signore. 

Ubbriaco?  Ma  perchè? 

Perchè  d'un  eh' è  poco  in  sè. 

Che  dal  vino  casca  già   (imitando  i  moti  d*un  ub' 

briaco,  moderatamente) 

Il  Dottor,  credete  a  me. 
Maggior  stizza  mostrerà. 
[  Che  invenzione  prelibata  ! 
Bella  burla  in  verità. 
Dunque? 

All'  opra... 

Andiam. 

Da  bravo!... 

Vado...  Oh!  il  meglio  mi  scordavo!... 

Dimmi  un  po',  la  tua  bottega,  ^ 

Per  trovarti,  dove  sta? 

La  bottega?  Non  si  sbaglia; 

Guardi  bene;  eccola  là,  (additando  tra  le  quinte) 

Numero  quindici,  a  mano  manca, 

Quattro  gradini,  facciata  bianca. 

Cinque  parrucche  nella  vetrina, 

Sopra  un  cartello  «  Pomata  fina  », 

Mostra  in  azzurro  alla  moderna,  -  - 


Tè  per  insegna  una  lanterna; 

Là  senza  fallo  mi  troverà. 
Conte  Ho  ben  capito... 
FiG.  Or  vada  presto. 

Conte  Tu  guarda  bene... 
Fio.  Io  penso  al  resto. 

Conte  Di  te  mi  fido. 
FiG.  Colà  l'attendo. 

Conte  Mio  caro  Figaro... 
Fio.  Intendo,  intendo... 

Conte  Porterò  meco... 
FiG.  La  borsa  piena. 

Conte  Sì,  quel  che  vuoi...  ma  il  resto  poi... 
Fio.      Oh!  non  si  dubiti,  che  bene  andrà. 
Conte  Ah!  che  nel  core  —  la  speme  io  sento, 

Nunzia  di  giubilo  —  e  di  contento... 

Speme  propizia  —  in  cor  mi  scende; 

D'ardire  insolito  —  quest'alma  accende, 

E  di  me  stesso  —  maggior  mi  fa. 
FiG.      Delle  monete  —  il  suon  già  sento! 

L'oro  già  viene  —  viene  l'argento; 

Eccolo,  eccolo  —  che  in  tasca  scende; 

D'ardire  insolito  —  quest'alma  accende, 

E  di  me  stesso  —  maggior  mi  fa. 

(partono  entrambi;  cala  il  sipario) 


14 


ATT©  DECOMBO 

J 

Camera  nella  casa  di  Don  Bartolo 

SGENA  PRIMA 

Bertloo 

Una  voce  poco  fa 
Qui  nel  cor  mi  risonò; 
II  mio  core  esulterà, 
Ah!  Lindoro  ritornò. 
Sì,  tutore  mio  sarà.,. 
Lo  giurai,  la  vincerò. 
Il  Dottore  accuserò. 
Le  sue  trame  svelerò; 
Ei  di  sdegno  fremerà... 
Io  felice  ognor  vivrò: 
Si,^^ tutore  egli  sarà; 
Lo  giurai,  la  vincerò. 
Io  sono  docile  —  son  rispettoso, 
Sono  obbediente  —  dolce,  amoroso; 
Mi  lascio  reggere  —  mi  fo  guidar... 
Ma  dacché  opprimermi  —  tenta  quel  barbaro. 
Sarò  frenetico  —  farò  il  diavolo; 
Da  quest'ergastolo  —  voglio  scappar. 

(Berlino  Bnlra  (n  casa) 


SGENA  SECONDA 


(entrano  dalla  parte  opposta  Bartolo  e  Basilio  ragionando  tra  loro 
con  interesse) 


Bartolo  e  Basilio 

Bart,  Oh!  diavolo!  Si;  qui  ci  vuol  rimedio. 

Bas.  Certo. 

Bart.  Ed  or  che  faremo? 

Bas.  Cosi,  alla  sordina, 


Bisogna  principiare 

A  inventar  qualche  favola. 

Che  screditi  Lindoro,  e  metta  in  chiaro, 

Che  pel  denar  sol  brama  esser  tutore... 

eh' è  un  perfido,  un  furfante. 

Io  si  vi  servirò:  tra  pochi  giorni, 

Credete  a  me,  Basilio  v'assicura... 

Noi  lo  farem  sloggiar  da  queste  mura. 


Bart.   E  voi  credete?... 

Bas.  Oh  certo!  È  il  mio  sistema. 

E  non  sbaglia... 
Bart.  e  vorreste? 

Ma  una  calunnia... 
Bas.  Ah!  dunque 

La  calunnia  cos'è  voi  non  sapete? 
Bart*   No,  davvero. 

Bas.  No?  Uditemi  e  tacete. 


La  calunnia  è  un  venticello, 
Un'auretta  assai  gentile, 
Che  insensibile,  sottile. 
Leggermente,  dolcemente, 
Incomincia  a  susurrar. 

Piano  piano,  terra  terra, 
Sotto  voce,  sibilando, 
Va  scorrendo,  va  ronzando  j 


Nelle  orecchie  della  gente 
S'introduce  destramente, 
E  le  teste  ed  i  cervelli 
Fa  stordire  e  fa  gonfiar. 

Dalla  bocca  fuori  uscendo 
Lo  schiamazzo  va  crescendo, 
Prende  forza  a  poco  a  poco. 
Scorre  già  di  loco  in  loco, 
Sembra  il  tuono,  la  tempesta, 
Ohe  nel  sen  della  foresta 
Va  fischiando,  brontolando, 
E  ti  fa  d' orror  celar. 

Alla  fin  trabocca  e  scoppia, 
Si  propaga,  si  raddoppia, 
E  produce  un'esplosione, 
Come  un  colpo  di  cannone; 
Un  tremuoto,  un  temporale, 
Che  fa  l'aria  rimbombar. 

E  il  meschino  calunniato. 
Avvilito,  calpestato. 
Sotto  il  pubblico  flagello 
Per  gran  sorte  va  a  crepar. 
Ah!  che  ne  dite? 

ÈART.    Eh!  sarà  ver,  ma  intanto 
Entriam  qua  dentro... 
Oggi  combineremo...  Ah  no,  non  cedo 

Al  dritto  mio.  (partono  entrambi) 

SGENA  TERZA 
Aertlno  e  figaro 

(entrano  dalla  porta  di  mezzo) 

Seri?.  Ma  bravi! 

Fia^  Io  t'assicuro, 


Che  libero  oggi  stesso 

Sarai  dal  Dottor  Bartolo; 

Coraggio,  buon  Bertino! 
Bert.   Si?  mille  grazie  a  te,  Figaro  mio. 

Per  te  felice  io  son. 

Oggi,  è  ver?  tu  non  m'inganni? 

Dal  tutor  son  liberato; 

(0  tutor,  sei  corbellato; 

Posso  alfìn  fuggir  da  te). 
Fio.      Lieti  giorni  tu  vivrai 

Con  Lindoro  tuo  cugino. 

(Io  son  proprio  sopraffino; 

Ei  l'avrà  da  far  con  me). 
Bert.    Senti,  senti...  ma  Lindoro 

Qua  venir  come  potrà? 
FiG.      Zitto,  zitto,  qua  Lindoro 

Travestito  or  or  verrà. 
Bert.   Travestito!  Bravo!  Bravo! 

Venga  pur,  ma  con  prudenza... 

Quanto  è  grande  l'impazienza! 

Ma  ehe  tarda,  macche  fa? 
Fia.      Scriver  devi,  che  il  Dottore 

È  per  te  crudel  tiranno... 

Di'  che  vivi  nell'affanno, 

E  Lindoro  qui  verrà. 

Che  ne  dite? 
Bert.  Si:  va  ben. 

Fia.      Dunque  allegri  ! 
Bert.  Si:  va  ben. 

Fia.      Tu  gli  scrivi. 
Bert.  Si:  va  ben. 

Fia.      E  il  cugino  qui  verrà. 

Presto,  presto;  qua  il  biglietto. 
Bert.   il  biglietto!  È  scritto  già. 


18 

Fia.      Sta  sicuro...  Oh,  brutto  vecctio! 

Trappolato  alfìn  tu  sei. 
Bert.    Oggi  fremere  tu  dei, 

Io  comincio  a  respirar. 
Fia.      Tra  le  feste  ed  i  tornei 

Lieti  di  potrai  passar. 
Bert.    (Fortunati  giorni  miei! 

Or  comincio  a  respirar...) 

Ah.!  Lindpr,  tu  sol,  tu  sei, 

Ohe  mi^evi  consolar,  (partono) 


SGENA  QUARTA 
11  Conte  {Iravettito  da  soldato  di  cavalleria),  poi  Bartolo 

Conte  Ehi!  di  casa...  buona  gente!... 

Ehi!  di  casa...  niun  risponde... 
Bart.    Chi  è  costui?  Che  brutta  faccia! 

È  ubbriaco!  Chi  sarà? 
Conte  Ehi!  di  casal  Malcreati... 
Bart.    Cosa  vuol,  signor  soldato?... 
Conte  Ah!  si,  si.*,  bene  obbligato... 
Bart.    (Qui  costui  che  mai  vorrà?) 
Conte  Siete  voi?..*  Aspetta  un  poco... 

Siete  voi,  dottor  balordo?...  (cerca  nHle  sue  tasche) 

BARtr.    Che  balordo? 

Conte  Ah  !  Ah  !  Bertoldo... 

Bart.   Che  Bertoldo!...  Andate  al  diavolo... 

DoGtor  Bartolo... 
Conte  Ah  bravissimo!,.. 

DoGtor  Barbaro...  Benissimo, 

Già  c'è  poca  differenza. 
ÈART.    (Io  già  perdo  la  pazienza... 

Qui  prudenza  ci  vorrà). 


19 

Conte  (Non  si  vede!  Ohe  impazienza! 

Quanto  tarda!  Dove  sta?) 

Dunque  voi...  siete  dottore?... 
Bart.    Son  dottore...  si,  Signore... 
Conte  Va  benissimo...  un  abbraccio, 

Qua,  collega... 
Bart.  Indietro... 

Conte  Qua.  (io  abbraccia  per  forza J 

Sono  anch'  io  dottor  per  cento  ; 
Maniscalco  al  reggimento 
Dell'alloggio  sul  biglietto 

(presentandogli  il  biglietto) 

Osservate,  eccolo  qua. 
Bart.    Dalla  rabbia,  dal  dispetto 

Io  già  crepo  in  verità. 

Ahi  che  io  fo,  se  mi  ci  metto, 

Qualche  gran  bestialità. 
Conte  Ah!  fia  lieto  il  cuginetto. 

Se  il  mio  foglio  aver  potrà; 

Tutto  il  magico  progetto 

Contro  Bartol  leggerà. 


SGENA  QUINTA 
Conte,  Bartolo  e  Bertino 

Bert.  Un  soldato  ed  il  tutore!...  (uscendo) 

Cosa  mai  faranno  qua?     avanza  pian  piano) 

Conte  (È  Bertino!  Or  son  contento). 

Bert.    (Ei  mi  guarda...  s'avvicina). 

Conte   (Son  Lindoro).  (piano  a  Bertino) 

Bert.  (Oh  Ciel!  che  sento! 

Ah  giudizio,  per  pietà!) 


Bart.    Signorino,  che  cercate  ?  Bemm 

Presto,  presto,  andate  via. 
Bert.    Vado,  vado;  non  gridate.. 
Bart.    Presto,  presto,  via  di  qua. 
Conte  Ehi!  Signore,  vado  anch'io... 
Bart.    Dove,  dove,  Signor  mio? 
Conte  All'alloggio...  Oh,  questa  è  bella.. 
Bart.   Air  alloggio!  Bagatella! 

Conte    Vado.  (Bartolo  corre  per  chiudergli  it  passo;  BertinOt  ere 
dendo  che  Bartolo  gli  venga  contro,  grida) 

Bert.  Ajuto! 

Bart.  Olà  !  Cospetto,  {vuoi  fermare  a  conte) 

Conte  Dunque  vado... 

Bart.  Oh  no!  Signore... 

Qui  d'alloggio  non  può  star. 
Conte   Come,  come? 
Bart.  Eh!  non  v'è  replica; 

Ho  il  brevetto  d' esenzione... 
Conte  Che  brevetto?... 
Bart.  Oh,  mio  padrone, 

Un  momento  e  il  mostrerò,  ^va  alio  scrittoio) 
Conte  Ah  se  qui  restar  non  posso 

Deh!  prendete...  (a  Beriino\ 
Bert.  Ohimè  !  ci  guarda. 

Bart.  (cercando  nello  scrittojo) 

Ah!  trovarlo  ancor  non  posso... 

Ma  sì,  sì  lo  troverò. 
Conte  I  (cento  furie  sento  addosso... 
Bert.  |  -^h!  più  reggere  non  so). 

Bart.  {venendo  avanti  con  una  pergamena) 

Ecco  qua...  {leggendo)  Colla  preseuté 
Il  dottor  Bartolo,  eccetera 
Esentiamo. 


21 


(mandando  in  aria  con  un  rovescio  di  mano  la  pergamena 

Andate  al  diavolo!... 
Non  mi  state  più  a  seccar. 
Cosa  fa,  Signor  mio  caro? 
Zitto  là,  dottor  somaro; 
Il  mio  alloggio  è  qui  fissato, 
E  in  alloggio  qui  vo'  star. 
Vuol  restar? 

Restar,  sicuro. 
Or  son  stufo,  mio  padrone; 
Presto  fuori,  o  un  buon  bastone 
Lo  farà  di  qua  sloggiar. 
Dunque  lei...  lei  vuol  battaglia? 
Ben  battaglia  le  vo'  dar. 
Bella  cosa  una  battaglia... 
Ve  la  voglio  or  or  mostrar. 

(avvicinandosi  amichevolmente  a  Bartolo) 

Osservate...  questo  è  il  fosso... 
L'inimico  voi  sarete.  ìqh  dà  una  spinta) 
Attenzion  !  (Ecco  il  biglietto)  (a  Benino) 
E  gli  amici  stan  di  qua. 

Attenzione  !    {U  conte  getta  a  terra  il  biglietto;  Berlino 
subito  lo  raccoglie) 

È  ART.  Ferma,  ferma! 

Conte  Che  cos'è? 
Bart.  Io  vo'  vedere... 

Conte  Si?  mi  spiace  un  tal  sospetto, 

Questa  ingiuria,  è  mio  dovere, 

Voglio  tosto  vendicar. 
ÌBert.   Bene!  Bravo! 
Bart.  Olà!  birbanti! 

Qua  quel  foglio,  impertinente...  (a  Bertino) 

A  chi  dico?  presto  qua. 


Conte 


Bart. 
Conte 


Bart. 
Conte 
Bart. 


Conte 


Ma  la  carta  che  chiedete, 
Per  azzardo  m'è  cascata; 
È  una  lista  già  pagata. 
Eh!  non  credo...  presto  qua. 

{strappa  il  foglio  di  mano  a  Berlino,  il  quale  V  avrà  già 
scambiato  colla  lista) 

Ah!  che  vedo!  Ho  preso  abbaglio... 

SGENA  SESTA 
Conte,  Bartolo,  Bertlno  e  Bacillo 

BERT.  (vedendo  affacciarsi  Figaro  e  Basilio) 

Il  Barbiere!  Don  Basilio! 
Bart.    è  la  lista!  Son  di  stucco!... 

Ah!  son  proprio  un  mammalucco 

Oh!  che  gran  bestialità! 
Bert.  l  (Bravo,  bravo  il  mammalucco, 
Conte  i  sacco  entrato  è  già). 

Bas,     La  re  sol  fa  la  sol  fa... 

Ma  che  imbroglio  è  questo  qua? 
Bert.   Ecco  qua...  sempre  un'istoria... 

Sempre  oppresso  e  maltrattato  ; 

Ah!  che  viver  disperato! 

Non  lo  so  più  sopportar... 
Bart.    Ah!  Bertino!  poverino!  (awiéinandod) 
Conte  Vien  qua  tu...  cosa  gli  hai  fatto  ? 

(minacciando  Bartolo  e  afferrandolo  per  un  braccio) 

Bart.  Ah!  fermate...  niente  aflfatto. 

Conte  Ah  !  canaglia  !  traditore  !  (cavando  la  spada) 

Tutti  Via,  fermatevi,  Signore,  (trattenendolo 

Conte  lo  ti  voglio  subissar^ 


Bert. 
Bart. 


BAS,   (  lo! 

e     I  Genti  !  Ajuto  !  Soccorrete 
Bart.  (  mi! 
Bert.    Ma  chetatevi... 
Conte  Lasciatemi... 
Bas.   (  lo! 

e    I  Genti!  Ajuto!  Soccorrete 
Bart.  (  mi! 

(Figaro  che  si  era  tenuto  in  disparte,  entra  nella  scena 
a  queste  parole) 


SCENA  SETTIMA 
Conte,  Bartolo,  Bertlno,  Baisiilio,  Figaro 

FiG.    Alto  là!  (entrando  col  bacile  sotto  il  braccio) 

Che  cosa  accade  —  Signori  miei? 

Che  chiasso  è  questo  —  eterni  dei! 

Già  sulla  piazza  —  a  questo  strepito 

S'è  radunata  —  mezza  città. 

Signor,  giudizio  —  per  carità,  (piana  al  Conte) 
Bart.    Questi  è  un  birbante,  (additando  u  conte) 
Conte   Questi  è  un  briccone,  (indicando  Bartolo) 
Bart.    Ah!  disgraziato! 

Conte    Ah  !  maledetto  !  (minacciandolo  colla  spada) 
FlCr.  (alzando  il  bacile  e  fingendo  di  minacciare  il  Conte} 

Signor  soldato  —  porti  rispetto! 

0  questo  fusto  —  corpo  del  diavolo 

Or  le  creanze  —  le  insegnerà. 

(Signor,  giudizio  —  per  carità),  (ai  conte) 
Conte  Brutto  scimiotto!  (a  Bartolo) 
Bart.    Birbo  malnato  !  (ai  conte) 
Tutti    Zitto,  Dottore,  ra  Banoio) 
Bart.   Voglio  gridare... 


24 

TUTTI  Fermo,  Signore,  (ai  conte) 

Conte  Voglio  ammazzare. 

Tutti  Fate  silenzio  —  per  carità! 

Csi  ode  bussare  con  violenza  alla  porta  di  strada) 

Zitti!  che  bussano...  Chi  mai  sarà? 
Bart.    Chi  è? 

Coro  Olà!  la  forza...  (di  dentro) 

/  Aprite  qua! 

TUTTI    La  forzai  Oh  diavolo! 

FIG.     j  (al  Conte) 

e     J  L'avete  fatta. 

BERT.  '  r«  Bartolo) 

CONTE  j  Niente  paura... 
Bart.  (  Venga  pur  qua. 
TUTTI  Quest'avventura 

Ah  come,  diavolo, 

Mai  finirà? 

SGENA  OTTAVA 

Un  Ufficiale  con  soldati  e  delti 

Coro     Fermi  tutti!  Niun  si  muova. 

Miei  Signori,  che  si  fa? 

Questo  chiasso  donde  è  nato? 

La  cagione  presto  qua. 
Bart.    Questa  bestia  di  soldato, 

Mio  Signor,  m'ha  maltrattato... 
Fia.      Io  qua  venni,  mio  Signore, 

Questo  chiasso  ad  acquetar. 
Bas.      Fu  un  inferno  di  rumore; 

Parlan  sempre  d' ammamf. 
Conte  in  alloggio  quel  briccone' ' 


28 


Non  mi  volle  qui  accettar. 
Bert.    Perdonate,  poverino! 

Tutto  effetto  fu  del  vino! 
Uffic.  Ho  già  inteso...  inteso  ho  già 

Galantuom  !  siete  in  arresto  (ai  conte) 

Fuori,  presto...  via  di  qua.  a  soldati  io  circondano) 

Conte  In  arresto!  Che?  In  arresto!... 
lo?  Fermi  olà... 

(Il  Conte  con  gesto  autorevole  trattiene  i  soldati,  che  si  ar- 
restane. Egli  chiama  a  sè  V  Ufficiale ,  gli  dà  a  leggere 
un  foglio,  U  Ufficiale  rispettoso  inchina  il  Conte  e  fa 
cenno  ai  soldati  di  ritirarsi.  Egli  fa  lo  slesso.  Quadro  di 
stupore) 


Conte,  Bertino,  Bartolo,  Basilio 


Freddo  ed  immobile, 
Come  una  statua; 


mi 

Fiato  non  resta 

gli 


bas. 


Bart. 
Bart. 
Bart. 
Bart. 
a  3J 
a  3J 
a  3J 
a  3J 
Bart. 


FiG. 


e 


Da  respirar. 
Guarda  don  Bartolo! 
Sembra Tnna  statua! 
Ah!  Ah!  dal  ridere 
Sto  per  crepar. 

Ma,  Signor...      Coro   Zitto  tu... 
Ma  un  dottor...  Coro   Oh  non  più  ! 
Ma  sa  lei?...      Coro   Non  parlar... 
Ma  vorrei...       Coro   Non  gridar. 
Ma  se  noi...       Coro   Zitti  voi  !.., 
Ma  se  noi...       Coro   Pensiam  noi... 
Ma  se  poi...      Coro   Zitto  tu!... 
Ma  se  poi...      Coro  Non  parlar. 
Ma  sentite,  ma  ascoltate... 
Vada  ognun  pei  fatti  suoi 
Si  finisca  d'altercar. 


TUTTI 


Mi  par  d'esser  con  la  testa 
In  un'orrida  fucina, 
Dove  cresce  e  mai  non  resta 
Delle  incudini  sonore 
L' importuno  strepitar. 

Alternando  questo  e  quello 
Pesantissimo  martello 
Fa  con  barbara  armonia 
Muri  e  vòlte  rimbombar 

E  il  cervello,  poverello... 
Già  stordito,  sbalordito, 
Non  ragiona,  si  confonde. 
Si  riduce  ad  impazzar. 


27 


Camera  ad  aso  di  stadio  in  casa  di  Don  Bartolo,  con  sedia  ad 
un  pianoforte,  con  carte  di  mnsica. 

SGENA  PRIMA 
Il  Conte  (iraveslito  da  maestro  dì  musica)  e  Don  Bartolo 

Conte  Pace  e  gioja  il  Ciel  vi  dia... 
Bart.    Mille  grazie,  non  s'affanni» 
Conte  Gioja  e  pace  per  milPanni. 
Bart.    Obbligato  in  verità! 

(Questo  volto  non  m'è  ignoto... 

Non  ravviso...  non  ricordo... 

Ma  quel  volto,  ma  queir  abito..* 

Non  capisco...  chi  sarà?) 
Conte  (Ah!  se  un  colpo  non  fu  a  vuoto 

A  gabbar  questo  balordo... 

Un  novel  travestimento 

Più  propizio  a  me  sarà) 

Gioja  e  pace,  pace  e  gioja» 
Bari^.  Ho  capito...  (Ma  che  nojai) 
Conte  Gioja  e  pace>  ben  di  core*.. 
Bart.    Basta>  basta>  per  pietà! 

(Ma  che  perfido  destino! 

Ma  che  barbara  giornata! 

Tutti  quanti  a  me  davanti! 

Che  crudel  fatalità!) 


Conte  II  vecchion  non  mi  conosce... 

Oh  mia  sorte  fortunata! 

Ah  Bertin,  tra  pochi  istanti 

Parlerem  con  libertà. 
Bart.    Insomma,  mio  Signore, 

Chi  è  lei,  si  può  sapere? 
Conte  Don  Alonso 

Professoi^  di  musica,  mandato 

Da  Don  Basilio. 
Bart.  Oh  come? 

Conte    Leggete.  (qH  dà  un  biglietto;  Bartolo  legge) 


SGENA  SECONDA 

Conte,  Bartolo  e  Bertloo 

Bart.  Ecco  il  pupillo... 

Venite:  Don  Basilio  oggi  è  ammalato;  (a  Benino) 
Il  Signor  Don  Alonso 
Per  lui  vi  dà  lezione. 
Conte  Che  volete  cantar? 
Bert.  La  cavatina 

Io  sognai...  Eccola  qua. 
Conte  Da  bravo  !  Incominciamo... 
Bert.    Io  sognai,  che  un  buon  vecchietto 
D'un  fanciul  si  fe'  tutore, 
Spinto  sol  dal  grande  amore, 
Che  il  faceva  delirar... 
Oh  che  amore  singolare  ! 
Lo  faceva  delirar... 
Ma  perchè  mai  tanto  amore 
S'è  potuto  in  lui  destar? 
Era  amore  pel  denaro 
Quell'amor  del  vecchio  avaro; 
Era  amore  pel  denaro. 


29 

Oh!  sapessi  qual  tormento, 

Poverino,  in  core  io  sento! 

Ma  per  te  sarò  contento. 

Ogni  pena  finirà. 
0  vecchiaccio  brontolone. 

Sei  da  tutti  disprezzato; 

E  ben  presto,  disperato. 

L'oro  a  me  dovrai  lasciar; 

E  da  tutti  abbandonato, 

Devi  alfln  così  crepar. 
Conte  Bella  voce!  Bravissimo! 
Bert.    Oh!  mille  grazie!... 
Bart.  Certo  bella  voce... 

Ma  quest'aria,  cospetto,  è  assai  nojosa... 

La  musica  a'  miei  tempi  era  altra  cosa... 

Ah!  quando,  per  esempio. 

Cantava  Caffariello 

Quell'aria  portentosa...  la  ra  la... 

Sentite,  Don  Alonso;  eccola  qua... 

(Verso  la  fine  del  canto  Bartolo,  che  sarà  stato  sempre  in 
fondo  della  scena  occupato  in  altro,  si  avvicina,  mostra 
la  sua  musica  a  Don  Alonso,  il  quale  fa  V introduzione) 

Quando  mi  sei  vicino, 
Carissimo  Bertino, 
L^aria  dicea  Giannino j 
Ma  io  dico  BertinOj 
Sento  per  gran  diletto 
Balzarmi  il  cor  nel  petto. 

{finita  V  ultima  nota  entra  P'igarù) 

SGENA  TERZA 
Conte,  Bartolo,  Bertino  e  figaro 

FiG*      Signor,  son  qua*.. 

Bart.  Che  vieni  a  fare? 


30 

Fia.  Oh  bellal 

Vengo  a  faryi  la  barba;  oggi  vi  tocca... 
Bart.    Oggi  non  voglio. 
Fio.  Oggi  non  vuol?  Domani 

Non  potrò  io.  —  Vi  prego... 
Bart.  Pazienza! 

Far  sempre  a  modo  suo... 

Si,  fa  pu^r... 
Fia.  Dunque  andiamo: 

Giudizio... 
Bart.  A  noi... 


SCENA  QUARTA 
Conte,  Bartolo,  Bertino,  Figaro  e  BasAlo 


•  Bert. 
Conte 
Fia. 
Bart. 
Bas. 
Bart. 
Bert. 
Conte 
Fm. 
Bart. 
Bas. 
Fia. 


Bart. 
Bas. 


Don  Basilio! 

■  (Cosa  veggo!) 
(Quale  intoppo!) 

Come  qua?... 
Servitor  di  tutti  quanti. 
(Che  vuol  dir  tal  novità?) 
(Ah!  di  noi  che  mai  sarà?) 
(Qui  franchezza  ci  vorrà) 
(Qui  franchezza  ci  vorrà) 
Don  Basilio,  come  state  ? 
Come  sto?  (stupito/ 

Or  che  s'aspetta?  (interrompendo) 

Questa  barba  benedetta 
La  facciamo  si  o  no? 

Ora  vengo..»  (a  Figaro;  E  il  VOStrO  male  !  (a  Basilio) 

Il  mio  male! 


31 


CONTB  (a  Basilio  interrompendolo) 

Io  fui  mandato... 

(Zitto!  Poro  è  preparato) 

Non  è  ver? 
Bart.  Si:  questo  è  ver. 

Bas.      Ma,  Don  Bartolo,  spiegatevi... 
Conte  Ehi,  Dottore,  una  parola,  (a  Bartolo) 

Don  Basilio,  SOn  da  voi.  (a  Basilio) 

Ascoltate  un  poco  qua.  (a  Barioio) 

Fate  un  po'  Ch'ei  vada  via;  (piano  a  Bartolo) 

Ha  cert' occhi...  ho  gran  timore, 

Che  un  eccesso  di  furore 

Tosto  tosto  gli  verrà. 
Bert.    Io  mi  sento  il  cor  tremar... 
FiG.      Ci  seconda,  è  un  buon  afFar. 
Bas.      Ah!  qui  certo  v'è  un  pasticcio 

Non  s'arriva  a  indovinar... 
Conte  Ha  cert' occhi...  ho  gran  timore...  {a  Bartolo) 

Presto,  presto,  via  di  qua... 
Bart.    Dite  bene,  mio  Signore...  (ai  conte) 

Or  lo  mando  via  di  qua. 
Conte   Colla  febbre,  mio  Signore, 

Chi  v'insegna  a  passeggiare? 
Bas.      Colla  febbre!... 
Conte  E  che  vi  pare? 

Siete  giallo  come  un  morto. 
Bas.      Sono  giallo  come  un  morto? 

Fio.  {toccando  il  polso  a  Don  Basilio)  Bagatella! 

Cospetton!  Che  tremarella! 

Questa  è  febbre  scarlattina... 
Conte  Via,  prendete  medicina;  m  conte  dà  di  soppiatto 

Non  vi  state  a  rovinar.         ^^^^^  «  Basilio) 
Fia.      Presto,  presto,  andacte  a  letto... 
Conte  voi  paura  in  ver  mi  ftitó. 


Dice  bene;  andate  a  letto... 
Presto  andate  a  riposar. 
(Una  borsa!)  Or  vado  a  letto... 
Dite  bene...  siam  d'accordo. 
Presto  a  letto... 

Eh!  non  son  sordo... 
Non  mi  ^ccio  più  pregar... 
Che  color! 

Che  brutta  ciera! 
Brutta  ciera! 
e  FiG.  Brutta  assai! 

Dunque  vado... 

Vada,  vada... 

Conte,  Bertino  e  Figaro 

Buona  sera,  mio  Signore... 
Presto  andate  via  di  qua. 
(Maledetto  seccatore  !) 
Buona  sera,  via  di  qua. 
Buona  sera,  mio  Signore; 
Pace,  sonno  e  sanità. 
Bas.      Buona  sera,  ben  di  core 
Obbligato  in  verità! 
Doman  poi  si  parlerà; 

Non  gridate  per  pietà.  (Basilio  parte) 

(Il  Conte  parla  con  Basilio;  mentre  fa  per  partire,  lo  tira  a  se 
senza  che  gli  altri  si  accorgano  e  lo  fa  entrare  nella  stanza) 


SGENA  QUINTA 
fflfaro,  Conte,  BeHino  e  Bartolo 

FiG.      Orsù,  Signor  Don  Bartolo. 


32 

Bert. 
Tutti 
Bas. 

TUTTI 

Bas. 

Fia. 
Conte 
Bas. 
Conte 
Bas. 

TUTTI 


33 


BART.  Son  qua  (Bartolo  siede;  Figaro  gli  pone  V  asciugatoio  e 
si  accinge  a  fargli  la  barba,  nascondendo 
il  Conte  e  Berlino,  che  si  avvicinano  a  far 
degli  scherzi  a  Bartolo) 

Stringi;  bravissimo... 
Conte  Caro  Bertino,  ascoltami; 
Bert.    Ti  ascolto;  eccomi  qua... 
Conte  Là  dentro  son  nascosti 
Basilio  ed  il  Legale... 

Or  sopra  lui  fatale  (indicando  Mariolo) 

Il  colpo  scenderà. 
FIO.       Ahi!  Ahi! 
Bart.  Che  cosa  è  stato? 

Fia.      Un  non  so  che  nelF occhio!... 

Guardate...  non  toccate... 

Soffiate  per  pietà.  (Conte  e  Benino  si  avvicinano  a 
Bartolo  e  lo  beffeggiano  con  dei 
gesti) 

Bert.    Le  burle  son  finite... 

Assai  fu  corbellato... 

D'avermi  maltrattato 

La  pena  pagherà. 
Conte  Soldato...  Don  Alonso... 

Ammira  i  miei  talenti... 

Quando  saprà  lo  stolido 

I  miei  travestimenti... 
Bart.    I  suoi  travestimenti... 

Ma  si  ;  bravi,  bravissimi  !... 

Sor  Alonso!...  bravi,  bravi... 
^     Bricconi,  birbanti  !  —  Ah  !  voi  tutti  quanti 

Avete  giurato  —  di  farmi  crepar. 

Uscite,  furfanti;  —  vi  voglio  accoppar 

Di  rabbia,  di  sdegno  —  io  sto  per  crepar. 
a  3      La  teista  vi  gira  —  vogliamo  restar. 

Ma  zitto.  Dottore...     vi  fate  'burlar^ 


34 


Tacete,  tacete  —  non  serve  gridar 
Tacete,  tacete  —  vogliamo  restar 
(Intesi  ci  siamo  —  di  farlo  scappar). 

(Bartolo  fugge  infuriato) 


3GENA  SESTA 


f40Dte 9  figaro,  Berlino,  Basilio,  il  Notajo;  poi 
Bartolo,  poi  Ufficiale  con  due  Guardie  e  Coro 


Conte 


FIG. 


Bert. 
Conte 

FIG. 

Bas. 
Bart. 

Uffio. 
Conte 


Bart. 

FIG. 

Bas. 
Bart. 


Avanti!  Tutto  è  pronto... 
Firmiamo...  e  testimoni 
Sien  Don  Basilio  e  Figaro. 

Va  bene. 

(Dopo  il  Conte,  Berlino,  Figaro,  Don  Basilio,  firma  il  Legale, 
il  quale  consegna  la  carta  al  Conte  e  parte) 

Oh  me  felice! 

Evviva! 

Evviva! 

Evviva  ! 

(con  un  Ufficiale  e  due  guardie) 

Olà!  son  ladri...  li  arrestate... 

(al  Conte)  Il  nomo! 
Il  nome!  È  (^el  d'un  uom  d'onore. 

(l'Ufficiale  si  accosta  al  Conte)  Indietro! 

10  son  tutore  di  Bertino. .  Io  sono... 

11  Conte  d'Almaviva.  (mostra  n  foglio  a  Bartolo) 

(mostra  la  firma  all'Ufficiale  e  parte) 
E  tu,  perchè  tradirmi?    (a  Basilio,  vedendo  la  sua 

firma) 

All'idea  di  quel  metallo,  * 

Portentoso,  onnipossente... 

Ed  io,  balordo!  per  chiamar  le  guardie... 

Li  lasciai  qui...  e  intanto... 

Foro  perdei* 


35 

Conte  N'avrai  quanto  ne  brami. 

Bart.    e  fia  vero?  Ben  quel  che  è  fatto  è  fatto... 

Andate  pur,  che  il  Ciel  vi  benedica. 
Fia.      Bravo,  bravo!  Un  abbraccio... 

Venite  qua,  Dottore... 

(entrano  i  suonatori  della  prima  scena  dell*  atto  primo) 

Bert.    Oh  noi  felici! 

Conte  Or  pago  è  il  nostro  core! 

FiG.      Di  sì  felice  evento 

Serbiam  memoria  eterna; 

Io  smorzo  la  lanterna... 

Qui  più  non  ho  che  far. 
Coro     Amore,  pace  e  gioja 

Si  vegga  in  voi  regnar. 
Bert.    Costò  fatiche  e  pene, 

Ma  alfin  son  giunto  in  porto... 

Ah!  no;  più  bel  conforto 

Io  non  potea  sperar. 
Coro     Amore,  pace  e  gioja 

Si  vegga  in  voi  regnar. 
Conte   Godo  con  te,  Bertino, 

Della  tua  sorte  lieta; 

È  tocca  alfin  la  meta; 

Or  vieni  a  giubilar. 
Coro     Amore,  pace  e  gioja 

Si  vegga  in  voi  regnar.